Il Polpettone della Nonna Linda

Il polpettone della nonna Linda; in lingua antica “Il Pulpetùn”, è uno di quei piatti  che mangio sempre volentieri….mi riporta all’infanzia, alle domeniche in famiglia, ai giochi in cortile… Sì, insomma, mi trasforma in una persona orribile. Era un pò che volevo farlo ed oggi, complice il ponte e quindi un umore migliore del week-end medio, mi ci sono cimentata. Ma andiamo con ordine.

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Ingredienti x il brodo: carote, sedano, cipolla, pollo.
Ingredienti x il pulpetùn: fettazza di fesa bella grande, frittata a piacere, erbette/spinaci, mortadella, prosciutto cotto.

Preparare questa gustosissima ricetta non solo è semplice ma anche divertente, ci pone di fronte ad una serie di scelte che aiutano la nostra vecchia e pigra mente a rispolverare i neuroni.
Già scegliere che erbe usare è un dilemma.

Spinaci? Coste? Erbette?
Io per non scontentare nessuno ho fatto un mix di cime di rapa, erbette e coste che ho prima lessato, e successivamente ripassato il padella per dare quel tocco in più di sapore.

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Prima di tutto però bisogna fare una cosa fondamentale: mettere su un bel brodino di carne da leccarsi i baffi.

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Ora è il momento della frittata che io ho preparato con tanto amore ed aggiungendo alle uova (3) un bel po’ di parmigiano e di ragusano gentilmente portatomi dai suoceri direttamente dalla Sicilia. Un pochino di prezzemolo, sale, pepe e il gioco è fatto.

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Ora che ci sono tutti gli ingredienti pronti passiamo al vero dramma della giornata. In che ordine disporre il tutto? Cromatico? Di gusto? Logico? Alfabetico?
Alla fine ho optato per l’ordine cromatico.
Prima il fettazzone di fesa, poi le erbettine, a seguire frittaatone e salumi e il risultato è stato semplicemente meraviglioso…. un tripudio di profumi, aromi, sapori…. mamma mia che goduria.

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Ma guardatelo che bello il mio Pulpetùn prima dell’arrotolatura. Parliamone. Mi sono detta che ormai, visto il mio livello di esperienza maturato in ore ed ore passate di fronte al Gambero Rosso Channel, era completamente inutile guardare un tutorial su Youtube su come arrotolare con lo spago un arrosto. Beh, onestamente avrei fatto meglio a guardarlo perchè alla fine il mio pulpetùn, dopo 5 minuti di fatica immensa, sembrava un bruco decisamente sfigato… grazie a dio dopo un’oretta e venti di cottura sembrava quello che avrebbe dovuto sembrare ossia un ottimo pulpetùn che avrebbe reso la nonna orgogliosa della sua nipotina e che sicuramente avrebbe apprezzato gustandolo inondato dalla divina puccetta….

Vi consiglio di perdere un po’ di tempo per preparare questo piatto. E’ colorato, saporito, divertente e sessualmente allusivo. Di più ad un piatto a base di carne non si può chiedere….

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Ferri di cavallo

Carissimi, finalmente una ricetta con la R maiuscola, di quelle che contengono una vergognosa quantità di burro, di quelle che potrebbero tranquillamente sostituire il sesso, di quelle che dovrebbero essere distribuite con il bollo della censura da quanto sono goduriose.

I Ferri di cavallo.

 

 

Io adoro questi biscotti. Li venero. Li sogno la notte.

Approfittando del fatto che oggi avrò ospiti, ieri sera, dopo una soddisfacente cena giapponese, mi sono messa al lavoro e per una volta vi propino una ricetta non light, ma bella grassa, consistente, peccaminosa.

Ingredienti: 333 gr. di farina per dolci o “00”, 100 gr. di zucchero a velo, 85 gr. di fecola, 250 gr. di burro, 200 gr. di cioccolato fondente o bianco per la copertura.

Con queste dosi farete circa 24 ferri di cavallo piuttosto grossi oppure 40 medi.

In una terrina mescolate gli ingredienti secchi, a cui aggiungerete il burro tagliato a tocchetti lasciato ammorbidire leggermente a temperatura ambiente.

 

se avete un’impastatrice potete usarla, ma vi consiglio di farlo a mano. Impastare questi biscotti è semlicissimo, l’imbarazzante quantià di burro fara sì che dopo un paio di minuti l’impasto cominci ad amalgamarsi in modo perfetto ed a sprigionare un profumo di burro e zucchero tanto buono da commuovere.

Fate una palla con l’impasto e cominciate ad accendere il forno statico a 180°. Rivestite due teglie con carta da forno.

 

 

Prendete dei pezzetti di pasta grandi più o meno come una piccola noce, scaldateli leggermente tra le mani e poi fatene dei rotolini lunghi circa 10 cm. facendo rotolare la pasta sotto il palmo della mano.

 

 

A questo punto, piegate le estremità verso il basso dando la forma di un ferro di cavallo. Procedete finchè non avrete riempito la teglia (lasciate un po’ di spazio tra un biscotto e l’altro perchè durante la cottura si allargheranno leggermente) e infornate il tutto per 18/20 minuti. NON si devono scurire troppo. L’ideale è che rimangano solo leggermente dorati al bordi.

 

 

Se non gradite la forma a ferro di cavallo perchè avete le vostre incomprensibili fisime, potete farli come preferite. Io consiglio però di mantenere un certo spessore. Per esempio potete fare delle palline leggermente appiattite (come piccole polpettine schiacciate) che cuocendo si allargheranno leggermente formando dei “bottoncini” che una volta decorati con il cioccolato risulteranno belli da vedere e buoni da mangiare.

 

 

Ora arriva la parte davvero orgasmica.

Sciogliete a bagno maria o nel microonde il cioccolato ed una volta fuso, godetevene un cucchiaino con calma. Fatto? Bene. Ora prendete un biscotto ed immergetelo fino a metà nel cioccolato. Poi appoggiatelo su carta da forno ad asciugare.

 

  

Lasciateli per almeno 6 ore (meglio se tutta la notte) ad asciugare a temperatura ambiente.

La mattina seguente, preparatevi un cappuccio, del tè, latte o anche niente, ed assaggiate il risultato di tanta fatica.

 

Ecco i miei quasi 40 (erano 42 appena sfornati ma non abbiamo resistito e ne abbiamo mangiato qualcuno quando il cioccolato era ancora morbido) biscotti. Come vedete, a prescindere dalla forma, sono semplicemente fantastici ed invitanti.

 

Spada al cartoccio

Cosa c’è di meglio di una fetta di pesce spada morbido, cotto alla perfezione e piacevolmente aromatico?

Le ricette di oggi sono semplici, velocissime e gustose. Ma soprattutto possono essere fatte sia in versione light che in versione fat (la migliore). Io ho fatto quella  light e non ho sentito la mancanza dei condimenti, ma se avete la fortuna di non essere a dieta, un filo di olio extra vergine ci sta a pennello.

Alcuni ingredienti come l’aglio, i pomodorini e lo spada, sono in comune, poi ci sono piccole varianti che vi illustrerò.

Prima ricetta:  Pesce spada al cartoccio con menta e pomodorini.

Ingredienti: una fetta di pesce spada, qualche foglia di menta, pomodorini, aglio, sale e pepe.

Su un foglio di carta da forno sistemate il pesce spada, la menta, i pomodorini, l’aglio (intero o tritato), sale, pepe e olio d’oliva extra vergine. Chiudere il cartoccio e infornare a 200 gradi per 15 minuti se usate la carta da forno e 20 minuti se usate la carta stagnola.

Semplice, gustoso, delicato.

Seconda ricetta: Pesce spada al cartoccio con pomodorini, zucchine e panna.

 

Ingredienti: Pesce spada, pomodorini, aglio (meglio se intero altrimenti il sapore rischia di coprire quello dello scalogno), zucchine, panna (light se siete a dieta) sale, pepe, scalogno e olio extravergine di olive.

 

 

Su un foglio di carta da forno disponete la fetta di pesce spada, le zucchine (io le ho tagliate a tocchettini piuttosto sottili ma vanno benissimo anche alla julienne), i pomodorini, l’aglio, lo scalogno tagliato sottile, un cucchiaio di panna, sale, pepe e un filo di olio extra vergine d’oliva.  Chiudere il cartoccio e infornare a 200 gradi per 15 minuti se usate la carta da forno e 20 minuti se usate la carta stagnola.

Con i tempi di cottura indicati, le verdure (zucchine e pomodori) rimarranno piuttosto consistenti, soprattutto se cucinate nella carta d’argento. Se le preferite più morbide conviene farle saltare in padella un paio di minuti con un filo d’olio.

Ricordatevi però che meno cuociono e più mantengono inalterate le proprietà nutritive.

Le foto dei cartocci sono state fatte a crudo.

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p.s. Preferisco la cottura in carta da forno, è più veloce e più omogenea. Parere puramente personale.

Coniglio all’arrabbiatella

La mia infanzia è indissolubilmente legata a questa ricetta, che era la specialità di mia nonna Olga.

Lo chiamava “Coniglio all’arrabbiatella”, ora io non so se sia una sua invenzione o meno, fatto sta che così verrà insegnato ai posteri.

Ingredienti: coniglio porzionato, olio, una noce di burro, sale e pepe, aglio, timo, salvia, rosmarino, menta, vino bianco per sfumare la carne, brodo di carne, aceto di vino bianco.

In una casseruola scaldare dell’olio e farvi rosolare bene il coniglio. Quando sarà dorato da entrambi i lati, sfumare con del vino bianco, salare e pepare, aggiungere del brodo, coprire e lasciare cuocere per circa un’ora, stando attenti che il fondo di cottura non si riduca eccessivamente, nel qual caso, basta aggiungere il brodo poco alla volta.

A parte fare un trito con le erbe aromatiche e l’aglio.

Quando mancheranno circa una decina di minuti al termine della cottura, aggiungere alla erbe tritate un dito di aceto di vino bianco e aggiungere il tutto al coniglio. Per finire, lasciar mantecare con una noce di burro.

Terminare la cottura e servire.

L’ideale sarebbe accompagnare il tutto con un’ottima polenta; ma se non fosse possibile ci si può accontentare di un purè o di un’insalata.

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p.s. le foto si riferiscono alla ricetta light che va bene anche per la dieta Dukan. Se rosolato con l’olio il coniglio sarà più bruno e il sugo, mantecato con il burro risulterà più lucido e cremoso.

Crostata con marmellata alle more di bosco

Io adoro la crostata. No, sarebbe meglio dire che la venero. Mi piace sentire le pasta frolla sciogliersi lentamente in bocca e mescolarsi alla marmellata, possibilmente un po’ acidula, per contrastare il dolce dello zucchero e del burro.

Ingredienti: 500 gr. di farina – 250 gr. di burro (freddo da frigoriero) – 200 gr. di zucchero a velo – un pizzico di sale – 4 tuorli – qualche goccia di aroma alla vaniglia

Spesso si legge che sia meglio usare il burro a temperatura ambiente, tuttavia la cosa migliore è utilizzare il burro appena uscito dal frigorifero e, una volta impastati gli ingredienti, riporre la pasta in frigorifero avvolta in pellicola da cucina.

Mettete il burro a tocchetti in una terrina insieme a farina, zucchero e uova. Aggiungete un pizzico di sale prima di cominciare ad impastare.

Se non siete pratici in cucina, per prima cosa potete mettere il burro e la farina in un mixer e ridurre il tutto in un composto granuloso, al quale aggiungerete gli altri ingredienti e potrete impstare il tutto con più semplicità.

L’impasto non va lavorato per troppo tempo per non rischiare di surriscaldare troppo il burro.

Formate una palla che avvolgerete in pellicola da cucina e dovrà essere lasciata riposare in frigorifero per almeno mezz’ora.

Trascorsa la mezz’ora, la pasta va stesa velocemente e adagiata su una teglia leggermente imburrata e infarinata. Bucherellate il fondo della pasta e ricopritelo di marmellata. Io ho usato una marmellata di more di bosco fatta da me, leggermente acidula rispetto alle marmellate industriali. Con la pasta avanzata, create delle striscioline che apporrete sulla marmellata per decorare la crostata.

Infornate in forno precedentemente portao  a 180° per circa 40 minuti. La crostata è pronta quando la pasta frolla è di color giallo dorato.

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