Filosofie in cucina

C’è chi ama solo la cucina dietetica, chi mette l’uovo sodo in qualsiasi prparazione, chi si incazza perchè non c’erano i piselli nella pasta pasticciata, altri ancora fanno manipolazioni azzardate tipo “biscotti da thè senza burro, così non ingrasso”.

Nessuna di queste è la mia filosofia.

Se i frollini da thè prevedono l’uso di mezzo chilo di burro, io ci metto mezzo chilo di burro. Punto e basta. Altrimenti cerco una ricetta dietetica e la faccio.

Perchè parlo per prima cosa del burro? Semplice.  Il burro è presente nel 99,9% delle ricette di pasticceria e nel 75% di tutte le altre ricette che nella vostra vita vi capiterà di leggere. E’ inutile quindi approcciarsi alla cucina con un atteggiamento denigratorio nei confronti del burro. Per la cucina il burro è vita. Quindi è vita anche per chi cucina. Quindi imparate ad usare immense quantità di burro senza farvi invadere da inutili sensi di colpa.

Fondamentale per approcciarsi alla cucina è non avere pregiudizi e non scoraggiarsi in caso di fallimento. I pregiudizi di solito riguardano le spezie e l’abbinare gusti apparentemente discordanti mentre il fallimento riguarda la maggior parte delle ricette che si affrontano per la prima volta. Io ancora non ho imparato a cuocere decentemente il filetto di manzo. Il risultato è che lo faccio o troppo cotto (a me piace ma al compagno un po’ meno) oppure muggisce ancora e scalcia per liberarsi. Pazienza. Io persisto, prima o poi ce la farò, lo fotograferò e lo posterò su questo spazio a mia disposizione.

Nell’uso delle spezie tendo alla verginità. A parte sale, pepe, timo, maggiorana, salvia e rosmarino, il resto mi è ancora un po’ oscuro. Noce moscata esclusa, che uso spessissimo e che trovo semplicemente deliziosa. Cannella e curry li mastico abbastanza bene, ma curcuma, aneto, coriandolo e mille altre spezie tra le quali i famigerati chiodi di garofano che mi ricordano il dentista, non so nè come usarli decentemente, nè se effettivamente possano o meno piacermi. Tuttavia, mi riservo di sperimentare e riferire.

Rivisitare, personalizzare, rieditare una ricetta. Tutte cose che vanno fatte solo dopo aver padroneggiato sufficientemente bene l’originale. Vuoi variare l’impasto della pasta frolla per renderla più piacevole al tuo palato? Ottima idea, ma devi saper fare benissimo la pasta frolla – ricetta base – prima di poter eseguire rilevanti variazioni sul tema. Il rischio è quello di fare una sbobba che non ha alcun significato e frustrarsi irrimediabilmente.

Io adoro variare sul tema nelle ricette tipiche della mia famiglia. Mi piace prendere il classico salame di tonno della Nonna Linda e sperimentare aggiungendo ingredienti vari, per cercare di renderlo più moderno e appetitoso.

Bisogna sempre ricordare che tutte le ricette base sono di per sè perfette. Quindi da rispettare religiosamente. Da amare per come sono state create e da gustare sapendo che è impossibile migliorarle. Però potete giocare con gli abbinamenti e con le migliaia di variazioni sul tema che riuscirete a creare. Sapendo però che non potrete chiamare ragù alla bolognese un sugo di carne, fagioli, aneto e cotiche. Perchè del ragù alla bolognese non ha più niente. Ceto, sarà il vostro personalissimo ragù.

Non c’è un modo giusto di cucinare. Ogni famiglia italiana ha il suo stile. Sarà per questo che l’Italia è in assoluto il posto dove si mangia meglio? Provate a chiedere a colleghi e amici come viene fatto in casa loro il sugo di carne, oppure la pasta al forno e troverete almeno 10 modi differenti di usare gli stessi ingredienti.

Quindi qui troverete il mio modo di cucinare, di interpretare le ricette, di personalizzarle.

D’altronde è il mio blog di cucina.

Poschina