Salmone e gamberi al cartoccio su letto di crema alla ricotta e curcuma

Sempre a causa delle dieta Dukan, sto imparando a cucinare il pesce. Bisogna ammettere che non è poi così difficile cucinare salmone o gamberi, ma per renderli gustosi e goduriosi da mangiare, bisogna sperimentare.

 

 

Dosi per un cartoccio

200 gr. di salmone – 8 gamberi sgusciati – una fetta spessa di limone – cipollotto – sale – pepe – zenzero – menta

x la crema alla ricotta

150 gr. di ricotta – un cucchiaino di curcuma – tre cucchiai di latte

Tagliate il salmone  a tocchetti e ponetelo insieme agli altri ingredienti su un foglio di carta da forno. Non ci sono dosi precise da rispettare, zenzero e menta andranno quantificate in base ai gusti personali. Tenete presente che se usate lo zenzero fresco il sapore sarà molto più deciso di quello secco, e lo stesso vale per la menta; regolatevi di conseguenza.

Chiudete il cartoccio e mettetelo su una placca da forno. Infornate a 200 gradi per circa 12 minuti.

 

 

Preparare la crema alla ricotta è semplicissimo. In un pentolino mettete la ricotta, la curcuma e il latte. Fate scaldare mescolando bene per amalgamare la curcuma alla ricotta; la crema è pronta quando è ben calda.

Se volete una crema piuttosto densa, tenete la miscela sul fuoco per qualche istante in più.

Versate la crema sul fondo di un piatto e livellatela con il dorso di un cucchiaio.

 

Sfornate il cartoccio facendo molta attenzione a non ustionarvi con il vapore (a me succede sistematicamente) e adagiate il pesce sulla crema di ricotta ricordandovi di irrorare il tutto con il sughetto che il pesce e gli altri ingredienti avranno lasciato nel cartoccio.

 

 

E’ davvero incredibile come il piccante dello zenzero si sposi perfettamente con il limone e la menta e come, una volta in bocca, si accosti magnificamente  alla dolcezza della ricotta. Vi assicuro che sarete soddisfatti di questo piatto semplicissimo e leggero.

Tempo di preparazione: 15 minuti in tutto, escluso il tempo di preriscaldamento del forno.

Poschina

Pollo al limone

Fare la dieta significa imparare a cucinare senza grassi aggiunti, senza zucchero ma con tante spezie e moltissima fantasia.

Prendete per esempio il pollo. Io l’ho sempre fatto in due modi: al forno con patate e alla diavola. Entrambe le ricette prevedono olio, tanto olio… che ora, grazie alla dieta Dukan, non posso più usare.

Quindi come fare un buon pollo, saporito, succulento e fat free?

Così:

4 cosce di pollo; 2 limoni; 3 o 4 spicchi d’aglio; 2 cipolle rosse; sale e pepe.*

Per prima cosa sbruciacchiate le cosce di pollo per togliere eventuali piume o peluria rimaste sulla pelle. Sciacquarle bene, asciugarle e cospargerle di sale e pepe. Sistemarle in una teglia con la parte carnosa delle cosce rivolta verso l’alto.

Schiacciare gli spicchi d’aglio con la parte piatta del coltello (l’aglio va lasciato in camicia, ossia senza rimuovere la pellicola che protegge lo spicchio), tagliare la cipolla a metà e poi ancora in quattro pezzi grossi. Dividete il limone alla stessa maniera e disponete il tutto nella teglia con il pollo.

Preriscaldare il forno a 200 °C. Poco prima di infornare, schiacciare i quarti di limone ed irrorare con il succo il pollo. aggiungere circa mezzo bicchiere di acqua nel quale avrete sciolto mezzo cucchiaino di brodo granulare.

Infornare per 45 minuti con forno riscaldato sopra e sotto. Per l’ultimo quarto d’ora, venti minuti, portare il forno in modalità ventilata (se avete la funzione di riscaldamento rapido usate quella, sarà più veloce far dorare il pollo).

Per esperienza un’ora è più che sufficiente, ma se volete far cuocere il tutto ancora una decina di minuti, non c’è problema.

Tenete ben presente che la stessa ricetta potrete farla anche in versione non light, ossia usando l’olio al posto dell’acqua.

E’ una ricetta semplice, velocissima e che non richiede particolari attenzioni durante la cottura. Basta controllare che non si asciughi troppo, perchè la parte migliore è annegare il pollo nella cremina al limone insaporita dalle cipolle e dall’aglio.

* le dosi sono per due persone.

Poschina

Cocottine alla ricotta e cannella con cuore morbido al cioccolato

Costretta da alcuni chili di sovrappeso alla rigorosissima dieta Dukan, ho dovuto inventarmi qualcosa di compatibile ma gustoso, giusto per rendermela un po’ più semplice.

Dosi per 3 cocottine: 200 gr. di ricotta magra – 100 gr. di philadelphia light –  1 uovo – 2 cucchiai di crusca d’avena – 1 cucchiaio di cacao magro amaro – 1 cucchiaino abbondante di maizena – 2 cucchiai di latte scremato – cannella – dolcificante liquido resistente al calore.

In una terrina montare a neve ferma l’albume ed aggiungere la crusca d’avena. Utilizzare l’impasto per coprire il fondo e parzialmente i lati delle cocottine.

In un’altra terrina mescolare la ricotta, il philadelphia, la cannella, qualche goccia di dolcificante e il tuorlo d’uovo.

A parte, sciogliere nel latte il cacao amaro e la maizena. L’impasto deve risultare consistente più o meno come una buona cioccolata. Se risultasse troppo liquido, aggiungere un poco di maizena fino a raggiungere la consistenza desiderata.

A questo punto potete cominciare a riempire le cocottine, facendo un paio di strati alternati di crema alla ricotta e crema al cacao.

Concludere le cocottine con uno strato di crema alla ricotta e una spolverizzta di crusca d’avena.

Infornare in forno già caldo a 180°. Il tempo di cottura varia in base ai vostri gusti. Se volete che la ricotta risulti ancora cremosa e mprbidissima, sono sufficienti 20 minuti. Se volete che la ricotta risulti più consistente dovrete farle cuocere almeno una decina di minuti in più.

Sono ottime tiepide e gustose fredde. Potete anche non mettere il dolcificante e lasciare l’impasto di ricotta più neutro.

La cosa più adorabile di questa ricetta è il contrasto tra la cannella, la ricotta  e il cacao amaro. Una continua esplosione di gusto per papille gustative costrette alla dieta 🙂

 

Poschina

Crostata con marmellata alle more di bosco

Io adoro la crostata. No, sarebbe meglio dire che la venero. Mi piace sentire le pasta frolla sciogliersi lentamente in bocca e mescolarsi alla marmellata, possibilmente un po’ acidula, per contrastare il dolce dello zucchero e del burro.

Ingredienti: 500 gr. di farina – 250 gr. di burro (freddo da frigoriero) – 200 gr. di zucchero a velo – un pizzico di sale – 4 tuorli – qualche goccia di aroma alla vaniglia

Spesso si legge che sia meglio usare il burro a temperatura ambiente, tuttavia la cosa migliore è utilizzare il burro appena uscito dal frigorifero e, una volta impastati gli ingredienti, riporre la pasta in frigorifero avvolta in pellicola da cucina.

Mettete il burro a tocchetti in una terrina insieme a farina, zucchero e uova. Aggiungete un pizzico di sale prima di cominciare ad impastare.

Se non siete pratici in cucina, per prima cosa potete mettere il burro e la farina in un mixer e ridurre il tutto in un composto granuloso, al quale aggiungerete gli altri ingredienti e potrete impstare il tutto con più semplicità.

L’impasto non va lavorato per troppo tempo per non rischiare di surriscaldare troppo il burro.

Formate una palla che avvolgerete in pellicola da cucina e dovrà essere lasciata riposare in frigorifero per almeno mezz’ora.

Trascorsa la mezz’ora, la pasta va stesa velocemente e adagiata su una teglia leggermente imburrata e infarinata. Bucherellate il fondo della pasta e ricopritelo di marmellata. Io ho usato una marmellata di more di bosco fatta da me, leggermente acidula rispetto alle marmellate industriali. Con la pasta avanzata, create delle striscioline che apporrete sulla marmellata per decorare la crostata.

Infornate in forno precedentemente portao  a 180° per circa 40 minuti. La crostata è pronta quando la pasta frolla è di color giallo dorato.

Poschina

Filosofie in cucina

C’è chi ama solo la cucina dietetica, chi mette l’uovo sodo in qualsiasi prparazione, chi si incazza perchè non c’erano i piselli nella pasta pasticciata, altri ancora fanno manipolazioni azzardate tipo “biscotti da thè senza burro, così non ingrasso”.

Nessuna di queste è la mia filosofia.

Se i frollini da thè prevedono l’uso di mezzo chilo di burro, io ci metto mezzo chilo di burro. Punto e basta. Altrimenti cerco una ricetta dietetica e la faccio.

Perchè parlo per prima cosa del burro? Semplice.  Il burro è presente nel 99,9% delle ricette di pasticceria e nel 75% di tutte le altre ricette che nella vostra vita vi capiterà di leggere. E’ inutile quindi approcciarsi alla cucina con un atteggiamento denigratorio nei confronti del burro. Per la cucina il burro è vita. Quindi è vita anche per chi cucina. Quindi imparate ad usare immense quantità di burro senza farvi invadere da inutili sensi di colpa.

Fondamentale per approcciarsi alla cucina è non avere pregiudizi e non scoraggiarsi in caso di fallimento. I pregiudizi di solito riguardano le spezie e l’abbinare gusti apparentemente discordanti mentre il fallimento riguarda la maggior parte delle ricette che si affrontano per la prima volta. Io ancora non ho imparato a cuocere decentemente il filetto di manzo. Il risultato è che lo faccio o troppo cotto (a me piace ma al compagno un po’ meno) oppure muggisce ancora e scalcia per liberarsi. Pazienza. Io persisto, prima o poi ce la farò, lo fotograferò e lo posterò su questo spazio a mia disposizione.

Nell’uso delle spezie tendo alla verginità. A parte sale, pepe, timo, maggiorana, salvia e rosmarino, il resto mi è ancora un po’ oscuro. Noce moscata esclusa, che uso spessissimo e che trovo semplicemente deliziosa. Cannella e curry li mastico abbastanza bene, ma curcuma, aneto, coriandolo e mille altre spezie tra le quali i famigerati chiodi di garofano che mi ricordano il dentista, non so nè come usarli decentemente, nè se effettivamente possano o meno piacermi. Tuttavia, mi riservo di sperimentare e riferire.

Rivisitare, personalizzare, rieditare una ricetta. Tutte cose che vanno fatte solo dopo aver padroneggiato sufficientemente bene l’originale. Vuoi variare l’impasto della pasta frolla per renderla più piacevole al tuo palato? Ottima idea, ma devi saper fare benissimo la pasta frolla – ricetta base – prima di poter eseguire rilevanti variazioni sul tema. Il rischio è quello di fare una sbobba che non ha alcun significato e frustrarsi irrimediabilmente.

Io adoro variare sul tema nelle ricette tipiche della mia famiglia. Mi piace prendere il classico salame di tonno della Nonna Linda e sperimentare aggiungendo ingredienti vari, per cercare di renderlo più moderno e appetitoso.

Bisogna sempre ricordare che tutte le ricette base sono di per sè perfette. Quindi da rispettare religiosamente. Da amare per come sono state create e da gustare sapendo che è impossibile migliorarle. Però potete giocare con gli abbinamenti e con le migliaia di variazioni sul tema che riuscirete a creare. Sapendo però che non potrete chiamare ragù alla bolognese un sugo di carne, fagioli, aneto e cotiche. Perchè del ragù alla bolognese non ha più niente. Ceto, sarà il vostro personalissimo ragù.

Non c’è un modo giusto di cucinare. Ogni famiglia italiana ha il suo stile. Sarà per questo che l’Italia è in assoluto il posto dove si mangia meglio? Provate a chiedere a colleghi e amici come viene fatto in casa loro il sugo di carne, oppure la pasta al forno e troverete almeno 10 modi differenti di usare gli stessi ingredienti.

Quindi qui troverete il mio modo di cucinare, di interpretare le ricette, di personalizzarle.

D’altronde è il mio blog di cucina.

Poschina

Tutti hanno un blog di cucina….

Ebbene sì, mi sono resa conto con un certo disappunto che tutti, cani e porci, hanno un blog di cucina. Così mi sono detta: Possibile che sia l’unica sfigata che ancora non si è piazzata a scriverne uno? Io che passo la mia vita cucinando? Io che passo la mia vita mangiando? No. Non va per niente bene.

Ed eccomi qui.

Impegnatissima a salutare il mio calorosissimo pubblico e a promettere che aggiornerò il prima possibile questo straordinario blog fatto da ricette semplici, ipocaloriche, ipercaloriche, dukaniane, mediterranee, golose e quant’altro.

Poschina

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